FondsGoetheanum: Infanzia

Chiavi per capire un bambino

Osservare un bambino con benevolenza, sia nel suo aspetto esterno come nel suo comportamento psichico, ci permette di capire meglio la sua personalità ed incoraggiarlo nel suo sviluppo.
Ci sono bambini con grandi occhi stupiti, che sono là, nel mondo e sognano, pieni di immaginazione. Hanno una testa molto grande che sembra dominare il resto del corpo. D’altra parte, ci sono bambini con una testa piccola, molto precisi nei loro movimenti. Questi si interessano piuttosto alle cose tecniche.
I bambini piuttosto tarchiati, sono solitamente più introvertiti che i bambini di costituzione più fine e delicata, che sono invece estremamente sensibili alle impressioni esterne.
I bambini con riccioli biondi e occhi blu, chiari e radiosi fanno parte di una categoria speciale. Hanno spesso più difficoltà a ricordarsi eventi passati, mentre che i bambini con gli occhi scuri e i capelli marroni o neri, hanno come problema il fatto di non poter scordare.
Per finire, incontriamo nella vita di tutti i giorni dei bambini incredibilmente agitati, che non riescono a concentrarsi e che si lasciano facilmente distrarre dall’ambiente circostante. Questa agitazione s’impadronisce pure dei loro movimenti, rendendoli impulsivi e soggetti a reazioni incontrollate. Altri bambini invece hanno un comportamento quasi troppo calmo e trovano difficile mettersi veramente in movimento ; essi hanno una percezione sensoriale ridotta.
Gli innumerevoli caratteri, estremamente diversi, delle costituzioni infantili sono come le immagini polari di un insieme, che si completano per formare un « essere umano globale».
Il bambino cerca l’equilibrio tra le sue disposizioni e la sua eredità subita unilateralmente : tra il sogno e lo stato di veglia, tra il riposo e il movimento, tra il ricordo e l’oblio, tra il ripiegamento su se stesso e l’apertura al mondo.

Erdmut J. Schädel, Medico pediatra

Calore del nido e sentimento di sicurezza

Non ritroveremo mai più il sentimento di sicurezza e di protezione che abbiamo conosciuto nel grembo materno. Immerso nel liquido amniotico tiepido, circondato dalle membrane e dalla guaina costituita dall’utero, un bambino cresce. Prima della nascita, fa l’esperienza della prossimità, del calore, del rifugio ben delimitato e di una specie di stato fuori dal tempo.

Quando nasce, il piccolo essere umano deve abbandonare questa guaina naturale per esporsi senza protezione al vasto mondo. E’ il dovere dei genitori di rimpiazzare ora questa guaina e di preparargli un nido. Ma ciò richiede tempo. Nascere è come traslocare in una nuova casa. E’ solamente dopo un certo lasso di tempo che ci si sente veramente sistemati e che ogni cosa ha trovato il suo posto. Durante diverse settimane, ci si consacra a mettere in ordine la propria abitazione, fino a finalmente poterne esplorare tutti gli angoli.

Provare l’esperienza dell’amore, della sicurezza e della protezione.

Nello stesso modo, il neonato ha bisogno di tempo per familiarizzarsi col suo nuovo ambiente e alloggiarsi definitivamente nel suo corpo. Ha bisogno del nostro aiuto per sentirsi al caldo e protetto. All’inizio della sua vita precisamente, perde gran parte del suo calore interno a causa della fontanella ancora aperta. Perciò si sente protetto da vestiti caldi e una piccola cuffia sulla testa, come un pulcino che ha bisogno di calore e si mette quasi interamente sotto la sua mamma chioccia. Perchè è solamente tramite il calore che un essere vivente può crescere e svilupparsi.

Costruire la fiducia

Il neonato ha un continuo bisogno della vicinanza corporea e della calorosa attenzione dei suoi genitori, che gli trasmettono il sentimento di essere protetto e al sicuro. E’ rassicurato dal viso di sua madre e di suo padre, o da quello delle persone che si occupano regolarmente di lui.
Si abitua così progressivamente al ritmo giorno/notte. Grazie all’attenzione costante delle persone che si occupano di lui e delle loro attività, sviluppa un sentimento di sicurezza e di protezione : tramite le cure corporee, la preparazione e la regolarità dei pasti, le pulizie e le passeggiate.
Quando il neonato comincia a scoprire l’ambiente e a conquistare lo spazio che lo circonda, possiamo osservare  che, ad ogni passo che lo allontana da noi, deve assicurarsi che siamo ancora là. Se la distanza è troppo grande, cerca sempre di rifugiarsi nelle braccia o sulle ginocchia dell’adulto. L’adattamento all’ambiente deve farsi anch’esso lentamente. Nel corpo materno, c’era sempre una frontiera naturale. Oramai, sta a noi fissarne delle nuove : parco o barriere in casa, tenere per mano sulla strada, freno e protezione che danno al bambino il sentimento di risentire se stesso. Ma un « no » determinato e benevolo può pure riportare il bambino a se stesso.


Imporre i limiti con amore

I bambini devono scoprire il mondo, ne sono persino invitati, ma non devono partire continuamente all’avventura : hanno bisogno di un ambiente protetto e di una certa interiorità. Se un bambino durante i primi anni della sua vita fa l’esperienza di questi limiti logici, imposti con amore, ciò costituisce per lui la base che gli permetterà di abbordare la sua vita futura con fiducia e sicurezza.

Monika Kiel-Hinrichsen, Insegnante in pedagogia Waldorf e in pedagogia specializzata

Monika Kiel-Hinrichsen, Warum Kinder trotzen, Urachhaus, 2013 (Perchè i bambini non ascoltano?  Edizione Aethera).