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I nostri sensi sono determinanti

Che l'evoluzione del bambino vada a pari passo con l'evoluzione dei sensi è fatto ben noto in ambito pedagogico e terapeutico. Le profonde percezioni sensoriali del bambino piccolo quali presupposto per l'apprendimento futuro sono state studiate scientificamente, ma nella pratica non vengono quasi prese in considerazione. I mancati sviluppi sensoriali della prima infanzia richiedono spesso un recupero impegnativo in seguito. Con il diffondersi dei mezzi digitali si accentua la carenza di esperienze sensoriali, con conseguenze devastanti per lo sviluppo e la vita futura. La teoria dei sensi sviluppata da Rudolf Steiner è oggi di grande attualità e costituisce una base importante per la pedagogia e l'educazione.

Come percepisce il mondo un bambino?

All'inizio tutto è sfocato. L'occhio, ad esempio, presenta solo una percezione di chiaro e scuro. Nelle prime settimane si formano poi le cellule della retina e il bambino è in grado di riconoscere gli oggetti. Ciò è valido anche per gli altri sensi: tutti gli organi sensoriali necessitano di uno sviluppo, e il periodo più importante per questo è all'inizio della vita.

A poche settimane dalla nascita, il bambino ci mostra capacità sorprendenti: è in grado di imitare implicitamente le espressioni facciali degli adulti. Se gli si sorride, ricambia il sorriso. Se i neonati vedono un volto accigliato, anche loro storcono la bocca. Secondo il neuroscienziato Thomas Fuchs11), il neonato percepisce gli adulti non come interlocutori, ma come mimo, riproducendo fisicamente l'interlocutore in sé stesso.

Questo tipo di percezione, che è allo stesso tempo una percezione di sé, è la capacità dell'essere umano di tradurre fisicamente attraverso i sensi ciò che accade nell'ambiente circostante. Questo processo è molto importante, in particolare per lo sviluppo motorio e l'acquisizione della postura eretta dell'essere umano. La percezione di sé è il presupposto per aprirsi al mondo e orientarsi. Il mondo e tutto ciò che gli adulti pensano, provano e fanno permea il bambino, poiché esso non è ancora in grado di delimitare sé stesso. Tuttavia, con ogni impressione si forma un pezzetto di mondo interiore in contrapposizione al mondo esterno. Il bambino porta con sé la capacità di creare risonanza, in esso risuonano tutte le percezioni sensoriali e gradualmente si forma il suo senso di sé.

«In questo primo periodo, il bambino è, nel più alto grado, un essere del tutto sensoriale. È come un organo di senso », affermava Rudolf Steiner nel 192412). Egli studiò per molti anni i misteri dei sensi, integrando la conoscenza comune dei cinque sensi con la descrizione di altri sette fino ad allora ignoti. La cura di questi dodici sensi durante l'infanzia e l'adolescenza occupa una posizione essenziale nella sua pedagogia, poiché essi costituiscono la base che permette all'essere umano di utilizzare il proprio corpo in modo sano come strumento per attività animiche e spirituali.

Le tre fasi dello sviluppo

Rudolf Steiner distinse tre fasi di sviluppo dall'infanzia alla maggiore età. Nel primo settennio si sviluppano principalmente le capacità fisiche, nei secondo quelle emotive e nel terzo quelle intellettuali. Nella pedagogia antroposofica (Waldorf), i temi, le esperienze e le attività sono adattati alle esigenze di ciascuna di queste fasi di sviluppo:

Vediamo i quattro sensi che svolgono un ruolo essenziale soprattutto nei primi sette anni di vita. La loro cura differenziata contribuisce a far sì che l'adulto possa vivere in modo sano, vivere – per così dire – con tutti i sensi.

Un senso fondamentale, che ha assunto una qualche importanza per la ricerca scientifica solo di recente, è il tatto. Esso si sviluppa fin dall'ottava settimana di gravidanza. Tutto ciò che il bambino tocca con una «dolce determinazione», con calma e nel tempo, giocando, muovendosi, venendo toccato dalle persone vicine, è estremamente importante per lo sviluppo del tatto. Se si riesce a dare attenzione sufficiente al senso del tatto, il bambino percepirà sé stesso come un tutto che ha trovato il proprio posto nel mondo. In questo modo sviluppa la base per la futura autocoscienza.

Il senso della vita, detto anche senso vitale, è essenziale per le nostre percezioni fisiche e ci permette di sentire il nostro corpo. È una bella differenza sentirsi a proprio agio, sentirsi bene, oppure sentirsi un po' male. Un ambiente che fa sentire bene il bambino, che lo conforta, favorisce un atteggiamento positivo nei confronti della vita e genera resilienza.

I muscoli sono l'organo del senso del proprio movimento. Tale senso percepisce ogni movimento, la dilatazione e la contrazione dei muscoli. I bambini che scoprono da soli come muoversi a seconda delle necessità direttamente nelle loro attività, nel movimento libero e nel gioco andranno nella vita rafforzati e davvero pronti all'azione. Muoversi con gioia è la base per sentire l'autonomia dell'anima. La percezione del proprio movimento rafforza la volontà e la capacità mimica. Ogni supporto esterno nell'evoluzione del movimento, invece, indebolisce la forza di volontà.

L'organo del senso dell'equilibrio si trova nell'orecchio interno. Esso permette di orientarsi nello spazio, di mantenere la stazione erette e di centrarsi interiormente rispetto alla forza di gravità. I bambini che dondolano, si mantengono in equilibrio o saltellano sviluppano una centralità che è condizione necessaria per rivolgersi all'ambiente circostante con apertura e per sentirsi in seguito «spiriti liberi».

I dodici sensi, concretamente

Riguardo agli altri sensi generalmente noti – olfatto, gusto, vista e udito – Rudolf Steiner aggiunge ancora la descrizione del senso del calore, che permette di sentire le variazioni di temperatura; il senso della lingua, che ci fa distinguere le parole dai rumori, permettendone la comprensione; il senso del pensiero, che ci permette di percepire i pensieri degli altri esseri umani, non solo attraverso le parole, ma anche attraverso i gesti e la mimica; infine il senso dell'Io, che ci aiuta a cogliere chi sta davanti a noi come persona unica, in modo da poter instaurare un rapporto alla pari. «Io vengo visto, dunque sono». Tale senso è decisivo sia per i primi legami della vita che per la vita sociale.

La conoscenza dei dodici sensi non è affatto un concetto astratto, ma un aiuto concreto nell'attività pedagogica per tutte le fasce d'età, oltre che per la propria autoeducazione nella vita da adulti.

Claudia Grah-Wittich,
Coautrice del libro «Vor allem Sinne» 13)

© Claudia Grah-Wittich

I dodici sensi – un'originale scoperta di Rudolf Steiner che collega la conoscenza di sé alla conoscenza del mondo. Un elemento fondamentale per la pedagogia e l'educazione.

 

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